Testimoni di Geova e dottrine
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PURGATORIO

Last Update: 10/23/2009 9:11 AM
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10/7/2009 8:03 PM
 
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Definizione
Secondo la Chiesa Cattolica ‘il purgatorio è un luogo o stato speciale di pena e di espiazione delle anime dopo la morte; cioè è uno stato intermedio fra la beatitudine e la dannazione, dove le anime dei giusti — o meglio, di quelli che sono morti nella carità di Dio, ma non ancora del tutto mondi dal reato del peccato veniale o dalla pena temporale dovuta ai peccati rimessi — prima di essere ammesse alla visione beatifica espiano la loro pena, finché non abbiano pagato tutto il debito alla divina giustizia’. (Dizionario Ecclesiastico U.T.E.T., 1953-1958, Vol. III, p. 388) Insegnamento non biblico.
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10/23/2009 9:11 AM
 
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Su cosa si basa la dottrina del purgatorio?

Dopo aver preso in esame le dichiarazioni di scrittori cattolici su passi come 2 Maccabei 12:39-45, Matteo 12:32 e 1 Corinti 3:10-15, un’enciclopedia cattolica ammette: “In ultima analisi, la dottrina cattolica del purgatorio si basa sulla tradizione, non sulle Sacre Scritture”. — New Catholic Encyclopedia (1967), Vol. XI, p. 1034.
“Per sostenere l’esistenza di uno stadio intermedio fra il cielo e l’inferno la chiesa si basa sulla tradizione”. — U.S. Catholic, marzo 1981, p. 7.


INSEGNAMENTI ISPIRATI DAL DIAVOLO


Fu il Diavolo a dire ad Eva: ‘Non morirai affatto’. (Genesi 3:4; Rivelazione 12:9) Invece Eva morì; nessuna parte di lei continuò a vivere. Che l’anima sopravviva alla morte è una menzogna che ha avuto origine dal Diavolo. Un’altra menzogna diffusa dal Diavolo è che le anime dei cattivi siano tormentate nell’inferno o nel purgatorio. Poiché la Bibbia mostra chiaramente che i morti sono inconsci, questi insegnamenti non possono essere veri. Nella Bibbia non ricorre né la parola né l’idea di un “purgatorio”.

Le autorità cattoliche dicono di solito che la punizione in purgatorio è duplice: la pena del danno e la pena del senso. Per “pena del danno” vogliono dire che le anime del purgatorio soffrono perché sono separate da Dio, non potendo vederlo direttamente. In quanto alla “pena del senso”, la New Catholic Encyclopedia spiega: “Nella Chiesa Latina si è sostenuto in genere che questa pena è inflitta mediante fuoco reale”.

La Chiesa Cattolica Romana sostiene, secondo un decreto del suo Concilio di Firenze (1438-1445 E.V.), che quelli che sono in purgatorio “si avvalgono dei suffragi dei fedeli viventi, cioè: il sacrificio della Messa, preghiere, elemosine e altre opere di pietà”. Molti sinceri cattolici hanno speso ingenti somme di denaro per provvedere tali “suffragi” a quelli che pensavano fossero in purgatorio.
I vostri cari morti soffrono in purgatorio? Esaminiamo la cosa alla luce di traduzioni cattoliche della Bibbia e della recente erudizione cattolica.

Molti scrittori cattolici hanno insistito che la dottrina del purgatorio, benché non direttamente menzionata, sia almeno sottintesa nella Bibbia. Il principale brano che citano è II Maccabei 12:38-46, dov’è narrato che Giuda Maccabeo mandò argento a Gerusalemme per provvedere sacrifici ai soldati giudei i quali erano caduti vittime dell’idolatria ed errano morti in battaglia. Il versetto 46 termina, dicendo: “Egli fece compiere un sacrificio espiatorio per i morti, affinché fossero assolti dal peccato”. — Versione a cura di mons. S. Garofalo.
Comunque, i libri di Maccabei sono fra gli “apocrifi” e non furono mai inclusi nel canone delle ispirate Scritture dai Giudei, ai quali furono “affidati gli oracoli di Dio”. (Rom. 3:2, Ga) E il versetto 43 mostra che Giuda era ispirato non dall’idea del purgatorio, ma “dal pensiero della risurrezione”. Comprendendo ciò, i traduttori della New American Bible (che sono membri dell’Associazione Biblica Cattolica d’America) ammettono in una nota in calce che la credenza di Giuda “non era affatto uguale alla dottrina cattolica del purgatorio”. La New Catholic Encyclopedia (1967) ammette: “In ultima analisi, la dottrina cattolica del purgatorio si basa sulla tradizione, non sulle Sacre Scritture”.
È questa tradizione in armonia con la scritta parola di Dio? L’idea del purgatorio prende per scontato che l’uomo abbia un’anima immortale distinta dal corpo e che continui la sua esistenza dopo la morte del corpo. Lo insegna la Bibbia?

Stanley B. Marrow, sacerdote gesuita cattolico romano e studioso della Bibbia, scrive: “La nozione dell’anima che sopravvive alla morte non si discerne facilmente nella Bibbia. Il concetto dell’anima umana stessa non è lo stesso nel V[ecchio] T[estamento] che nella filosofia greca e moderna”. La New Catholic Encyclopedia spiega che “solo con Origene [c. 184—c. 253 E.V.] in Oriente e Sant’Agostino [354-430 E.V.] in Occidente fu stabilito che l’anima era una sostanza spirituale e si formò un concetto filosofico sulla sua natura”. La stessa opera di consultazione ci dice che Tommaso d’Aquino [c. 1225-1274 E.V.] elaborò ulteriormente la dottrina cattolica romana dell’anima umana, servendosi della “formula aristotelica”. La veduta cattolica dell’anima, dunque, deriva essenzialmente dalla filosofia greca, non dalla Parola di Dio. [SM=x1966057]




L'umorismo è la cintura di salvataggio nel fiume della vita.(Wilhelm Raab)


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